Club Alpino Italiano

SOTTOSEZIONE DI VESTONE (BRESCIA)

ALPINISMO GIOVANILE 2018

Progetto Educativo d’Alpinismo Giovanile

Raffaele Vezzola - 331 3253784

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16 settembre 2018

I ragazzi del CAI Vestone nei luoghi della Grande Guerra

Alpinismo Giovanile gruppo Avanzato

Come tutti ben sapete il Cai Vestone segue un progetto molto ambizioso del CAI che da qualche anno si occupa di ragazzi: questo progetto si chiama ALPINISMO GIOVANILE.

Oggi abbiamo alzato l’asticella delle difficoltà e abbiamo percorso la nota via ferrata “Sentiero dei Fiori”, che si sviluppa interamente a quota 3000 tra il passo del Castellaccio e passo di lago Scuro. E che alpinismo sia!

Questa via offre una spettacolare vista panoramica sull’abitato di Ponte di Legno, sul ghiacciaio di Pisgana, sulla vedretta del Mandrone e sulla conca del Presena.

Partenza all’alba con pullman per poter usufruire delle prime corse della funivia che ci porta fino al passo Paradiso, al quale imbocchiamo il segnavina 44 che in un oretta ci porta all’imbocco della ferrata. La poca esperienza con i moschettoni di qualche ragazzo rende un po’ lenta la prima parte del percorso fino all’uscita del secondo ponte sospeso; in circa 4 ore arriviamo comunque alla Capanna Faustinelli e al vicino passo di Lago Scuro al quale ci concediamo una breve sosta. Finalmente si mangia! La sosta è breve, dobbiamo superare l’ultima fatica, il traverso che in un oretta ci porta alla Capanna Presena presso l’omonimo passo. Le difficoltà sono finite, ci concediamo una pausa rigenerante al termine della quale prendiamo la funivia che ci riporta al passo del Tonale.

Nonostante fossimo un gruppo molto numeroso, anche oggi, complice il bel tempo, siamo riusciti a compiere la nostra missione: divertire ed entusiasmare i ragazzi!

Un grazie speciale ai numerosi accompagnatori che hanno reso possibile la buona riuscita di questa giornata!

Lucio

Alpinismo Giovanile gruppo Base

Partiamo carichi di entusiasmo alle 9.50 da Case di Viso dopo il trasferimento in pullman e pulmino . I 700 metri di dislivello che ci separano dal rifugio sono stati percorsi in tranquillità e con buon passo. Arrivati alle 12.30 , ci aspetta un recupero di energie consumando il pranzo al sacco; alcuni ragazzi si dedicano alla raccolta di cimeli di guerra, o così almeno credono, giocando tra le trincee….Vittoria e Viola ci illustrano la triste storia di questi luoghi , teatro di scontri della I guerra mondiale, i ragazzi emozionati ascoltano in rispettoso silenzio e successivamente sperimentano di prima persona la visita del Museo alla Casermetta.

E poi via lungo l’Alta Via Camuna n. 2 che ci porta con saliscendi verso il Tonale, ricco di gustosi mirtilli.

Mozzafiato la vista sul Valle di Viso, Ponte di Legno , Vedretta del Pisgana, Presanella e Presena.

Lungo il tragitto ci imbattiamo in uno scheletro quasi intatto di un probabile ungulato….che emozione! Marino e la sua famiglia ci intrattenevano disquisendo sulla geografia , Massimo faceva da apripista, Andrea addetto foto , Elena e Claudio si occupavano del gruppo centrale e Rina chiudeva il gruppo, tutti sotto la supervisione di Renato e Mara.

Ore 18,30 eccoci finalmente al Tonale, veramente stanchi, ma pieni di emozioni che solo la montagna, e in questo caso, la storia di queste montagne, sanno offrire!!!

Renato

Nota a margine

Due belle uscite in contemporanea in un ambiente ricco di suggestioni storiche e alpinistiche.

Il rifugio Bozzi e la piana del Montozzo e le impervie creste del Castellaccio, il Gendarme di Casamadre e il Corno di Lagoscuro tra le quali si inerpica il Sentiero dei Fiori, trasudano di ricordi e moniti di quella che fu chiamata la Grande Guerra, a causa della quale migliaia di ragazzi hanno perso la vita.

Quando nel programmare l’attività di quest’anno scegliemmo queste due escursioni, il desiderio era anche quello di portare memoria di quello che è stato lo strazio di quel tragico conflitto.

Questa era l’uscita che il nostro Beppe, per il suo modo di vivere la montagna, aveva scelto di guidare come Capogita.

Non c’è riuscito, ma sono certo, Lui era con noi e ci ha accompagnato.

Ciao Beppe, ci manchi
Raffaele

7-8 luglio 2018

La due giorni in val Formazza per i ragazzi del CAI Vestone.

Finalmente l'attesa uscita dei due giorni in val Formazza è giunta e portata a compimento.

Autobus colmo, più tre auto in supporto per portare il folto gruppo dell'Alpinismo Giovanile in alta val d ‘Ossola ai confini con la Svizzera.

Quasi cinque logoranti ore per giungere a Riale a 1800 metri di quota dove calziamo gli scarponi e affardellati dallo zaino partiamo in salita verso il la diga del lago di Morasco. Ambiente stupendo, giornata fantastica, qualche macchia di neve ancora presente sui versanti in ombra.

Percorso comune all'inizio poi due le destinazioni: per il gruppo Avanzato il rifugio 3A dell'Organizzazione Mato Grosso a quota 2960 metri, per il Base il Cittá di Busto a 2480.

La strada sterrata che costeggia il lago invoglia ad allungare il passo, prontamente frenato dall'erta salita che impenna sul ripido versante che sale verso la piana del Camosci.

Appena il sentiero spiana leggermente, i due gruppi si separano, al Base tocca la ripida salita che a balze porta verso il rifugio mentre per il gruppo dei ragazzi più grandi, di cui sono l’accompagnatore, spetta la traversata che conduce al rifugio Mores presso la diga dei Sabbioni.

Magliette bagnate e passo pesante sono il segno preciso che sia tempo di sostare e di ricaricare le energie. Approfittiamo di uno spiazzo per una pausa. Borracce e beni di conforto fanno la loro comparsa ad alleggerire gli zaini ma appena rifocillati, dai sacchi escono anche i cordini per il previsto ripasso dei nodi. Buona la scusa per prolungare la sosta, ma unire l'utile al dilettevole è sempre buona cosa.

Traversata la diga, il sentiero torna a diventare ripido, si incomincia a intravedere il rifugio la in alto ma ad ogni passo pare si allontani invece di avvicinarsi. La testa del gruppo con Narciso davanti fa la differenza ed il gruppo si sgrana sui tormentati tornanti della salita.

Poco male, rimaniamo comunque in "in vista” e gli accompagnatori sono ben distribuiti lungo il gruppo. Alla fine tutti raggiungiamo il 3A e ci sistemiamo nelle camere in attesta della desiderata cena. A fine pasto i ragazzi più grandi intonano una prima canzone che a catena ne trascina altre coinvolgendo giovani ed adulti che in sintonia danno voce al piacere di stare assieme. Prima di ritirarci in camera, i volontari dell'OMG gestori del rifugio trovano il tempo di raccontarci il Progetto che li anima e li motiva nel loro "essere volontari ad aiutare i Poveri".

Sorvolo sul coprifuoco anche se devo ammettere che anche su questo punto, quello forse più ostico, i nostri ragazzi stanno maturando nel rispetto degli altri.

Sveglia alle 6,30, qualche viso stanco a testimoniare una notte un poco scomoda. Colazione veloce e zaino pronto.

In attesa dell'arrivo di tutti, un gruppetto di ardimentosi risale la cresta per giungere a quota 3000, battesimo per alcuni di loro.

Foto di gruppo prima della partenza con la solita allegra "caciara", ma una sorpresa mi aspetta quando mi giro verso il gruppo in posa e scorgo alto sostenuto dalle braccia di Luca Piccolo e Daniele un bianco, mezzo lenzuolo su quale leggo questa frase: BEPPE SEMPRE CON NOI.

Ho spesso affermato il mio rispetto e stima verso questi ragazzi ma il gesto a ricordo del nostro Beppe, reggente della sezione di Vestone ma sopratutto Accompagnatore di Alpinismo Giovanile, che ci ha da pochi giorni lasciato, non può che rinsaldare la stima che provo per loro. Nessuno di noi adulti era dietro all'idea di quel lenzuolo, l'iniziativa è partita dai ragazzi (Luca Grande e Davide) che volevano significare il saluto a Beppe, augurio che avevo intuito anche la sera prima nelle voci che cantavano sommesse "Signore delle Cime”.

Partenza a imboccare il nevaio che ci porterà al rifugio dove hanno dormito i nostri compagni del Base. Giuntivi, non li troviamo, sono scesi anticipandoci verso il Bättelmatt. Nella piana, individuiamo la colorata fila di ragazzi guidati da Mara, che già stanno risalendo le ripide rampe che portano verso il passo del Gries ed al confine svizzero che varcheremo tutti assieme in un unico gruppo. Foto ricordo e via pimpanti verso l'autobus che ci aspetta.

Sosta sotto gli alberi di un bel parcheggio a dare fondo ai viveri che le anime buone dei genitori dei nostri ragazzi ci avevano fornito, per poi ripartire e rientrare puntuali per le 21 a Vestone.

Buona uscita, un poco ruvida, impegnativa per i dislivelli e la quota. Lungo il viaggio in autobus e un'accoglienza un poco spartana nel rifugio ai 3000 metri ma ci sta, siamo o non siamo giovani Alpinisti!

Come sempre buona la partecipazione dei volontari del Cai. Grazie

Ultimo pensiero in merito al rispetto e alla stima, termini che paiono a volte "fuori posto" nel rapporto di un adulto verso un giovane, solitamente si pretende che il rispetto e la stima viaggino al contrario, ma è sciocco pensare che per forza la direzione debba essere a senso unico.

Sono orgoglioso di fare parte di questo gruppo che da grande affidamento e non parlo solo dai ragazzi più grandi.

È stato piacevole giungere affaticato al passo del Gries e trovare sorridenti e orgogliosi i giovani del gruppo Base che si permettono di “bagnare il naso” a molti adulti.

Qualcuno è vero, fa fatica e a volte soffre anche, ma quanto entusiasmo, questi giovani, non mollano mai!

Forza ragazzi, alla prossima
Raffaele

3 giugno 2018

L’alpinismo Giovanile in Alta Val del Caffaro

Finalmente saliamo di quota. Per questa giornata, per il gruppo Base abbiamo pensato a un escursione ai laghetti di Mignolo partendo da Val Dorizzo, ridente località turistica posta a pochi passi dal nostro amato Gaver. Il viaggio da Vestone all’inizio del sentiero lo percorriamo in pullman, che ci lascia all’abitato di Val Dorizzo poco dopo aver lasciato i ragazzi dell’avanzato a Bagolino. Facciamo le solite operazioni di routine: appello, conta di ragazzi ed accompagnatori e siamo pronti a partire. Sono le 8.55. Il primo pezzo si sviluppa su una ripida strada cementata che ci fa guadagnare rapidamente quota, passiamo in mezzo a una catasta di legna appena tagliata che emana un fantastico odore di abete. La sete ci assale e ci fermiamo in un prato poco lontano da malga Sanguinera a ristorarci un po’. Percorsi circa duecento metri attraversiamo il ponte sul torrente Sanguinera e imbocchiamo il sentiero che ora si sviluppa nel bosco. Purtroppo le piogge degli ultimi giorni hanno creato parecchi rigagnoli che ci rubano il sentiero. Dopo circa mezz'ora giungiamo presso la Malga Rondenino, è il momento giusto per fare un abbondante colazione. La ripartenza in salita ci taglia un po’ le gambe e i primi acciacchi si fanno sentire, assistiamo un ragazzo che ha un piccolo problema al ginocchio sinistro, mentre altri ragazzi cominciano a lamentare una misteriosa fame atavica. Ora la Valle si è aperta, mentre saliamo, alle nostre spalle fa capolino il massiccio Cornone del Blumone, che ci regala una splendida visuale dei suoi noti canali di neve. Finalmente giungiamo al punto più alto della nostra escursione a quota 2000 mt. circa, dal qual vediamo il primo lago. Mentre imbocchiamo il sentiero per la discesa il cielo comincia a scurirsi quindi decidiamo di pranzare nei pressi del secondo lago: la pioggia quasi non ci lascia il tempo di aprire gli zaini che cominciano a cadere le prime gocce. Troviamo riparo sotto la malga. Attendiamo che spiova un po’, alle 14 decidiamo di scendere perché il tempo sembra non voler migliorare, siamo comunque fiduciosi perché le previsioni metereologiche avevano annunciato solo qualche piovasco. Il sentiero scende velocemente a fianco del torrente Mignolo, dopo circa un oretta giungiamo alle ultime due difficoltà: il guado di un torrente appena riempito dall’acquazzone e l’ultima salita che ci porta di nuovo nei pressi di malga Sanguinera, dove imbocchiamo il sentiero che abbiamo utilizzato per la salita. Durante la discesa cominciamo a percepire un senso di leggerezza e soddisfazione generati dalla felicità di una giornata passata in montagna e dalla buona riuscita dell’escursione. Purtroppo la lunghezza e il dislivello del percorso ci hanno rubato il tempo materiale per potere svolgere qualche gioco, decidiamo comunque di modificare la destinazione dei biscotti gentilmente offerti dalla mamme da “GIOCO” a “MERENDA” e con non poca sorpresa capiamo che spesso qualche accompagnatore è molto più goloso dei ragazzi!

Lucio Pezzottini, Accompagnatore Sezionale del CAI Vestone

Siamo giunti a metà strada, le uscite di questa domenica erano volutamente impegnative a tastare e testare le capacità dei nostri ragazzi: 1000 metri di dislivello per il Base è più di 1400 con 20 km (da Bagolino al lago di Vaia per le Vie Pagane) per l'Avanzato e, se ci aspettavamo qualche cedimento, siamo rimasti piacevolmente delusi. Forti e pimpanti a dispetto della fatica e del temporale, ad affermazione di impegno e qualità sono i nostri ragazzi. Il gruppo dei giovani è capace e quello degli accompagnatori capitanati dai nuovi ASAG, solidale, entusiasta e preparato.

L'Alpinismo Giovanile del CAI Vestone sta diventando grande un passo dopo l'altro.

I miei colleghi Accompagnatori ogni tanto mi "tirano le orecchie" perché secondo loro, come responsabile, frequento poco il gruppo Base, ma giocoforza debbo farlo è l'Avanzato che ad ogni uscita continua a lievitare di numero. I ragazzi più grandi del Base sgomitano per salire e se garantiscono impegno, ben vengano, consapevoli di ciò che li attende.

Alla prossima,
Raffaele Vezzola

25 aprile 2018

Cruppo dei ragazzi dell’Alpinismo Giovanile del CAI Vestone: Traversata Lumezzane - Casto

Partiti dal passo del Cavallo, siamo saliti con calma e in poco più di due ore, siamo arrivati in Prealba.

I ragazzi cercavano la Croce… A volte lungo il sentiero la vedevano a volte si nascondeva....

Abbiamo seguito il sentiero 3V per un po’, poi lo abbiamo lasciato facendo una piccola deviazione su un altro bellissimo sentiero meno esposto fino ad arrivare ad un roccolo dove abbiamo ripreso il 3V. Piccola sosta con merenda e poi via di nuovo in cammino.

Arrivati alla forcella di Prealba ci siamo caricati per affrontare la Direttissima che ci guardava ed aspettava… Alle ore 10 toccavamo la Croce di Prealba e ci godevamo il panorama.

Piccola sosta di mezz'oretta e poi via verso San Vigilio.

I ragazzi tutti molto prudenti ed attenti sulle roccette ed il nostro Simone ci ha dato una mano a fare sicura ai più piccoli in un punto un poco esposto. Non abbiamo affrontato tutta la discesa sulle crestina, ma deviato a destra su un sentiero un poco ripido, ma comodo e non pericoloso.

Alle ore 11 siamo arrivati a San Vigilio, altra piccola merenda e un po’ di relax. Vittoria e Camilla che ci hanno letto il racconto della vita del Santo e poi giù verso la piana di Lo.

Ore 12.30 siamo sul bellissimo e morbidissimo prato e finalmente aperti gli zaini aggrediamo il nostro meritato pranzo.

Nel frattempo Renato e Mara hanno cominciato a scegliere un po’ di giochi preparati in precedenza.

Che dire: Renato troppo Fantastico. Un’Energia e una voglia di far divertire i ragazzi indescrivibile. Serio, ma pazzo e con Mara hanno fatto un'accoppiata vincente! Bravissimi veramente!

Hanno fatto giocare anche Mara, Claudio e Adriano....i tre orsi.

Instancabili lui, Mara ed alcuni dei ragazzi, hanno continuato a giocare per ben due ore.

Stefano invece ha fatto il solitario lontano da noi, dormicchiando nel prato... Simone ha chiacchierato tanto con gli accompagnatori, la timida Elena giocava da sola e cercava di togliersi il dentino che tremava.

Abbiamo cercato forme di vita nella pozza e cosa abbiamo trovato???

Strani esseri che nessuno di noi conosceva. Raffaele saprà sicuramente che bestie sono. Lunghi circa 10 cm con 4 zampette, nuotano come pesci, hanno una strana cresta e la forma di lucertola, salamandre? Di colore verde giallino, maculati sopra e pancia scura.

Sono arrivate le 3 e finalmente arriva anche il gruppo Avanzato. Che Pappamolli che sono…

Neanche il tempo di giocare con noi perché il temporale è in arrivo. Si parte!

Bellissima la discesa verso il rifugio Paradiso. Un po’ tanta pioggia e fango, ma i ragazzi non mollano.

Sono proprio Fantastici e Fortissimi....soprattutto i più piccoli !

Si capisce che sono i miei preferiti?

Grazie Dio che ci assisti sempre e che proteggi i nostri Ragazzi!

A presto, un’anonimo Accompagnatore

Gruppo avanzato: monte Prealba

Da giorni scruto le previsioni, con la speranza che siano favorevoli, come si sa la primavera porta i primi temporali.. incrociamo le dita!!!Ci troviamo domenica mattina al solito parcheggio, i rituali saluti e… in breve tempo le macchine sono pronte a partire per Lumezzane, per il gruppo avanzato ci sono 24 ragazzi con 9 accompagnatori.

Il percorso seppur abbastanza lungo non comporta difficoltà. La gita di oggi è una traversata che dalla località Ver di S.Apollonio, a Lumezzane ci porta a percorre le creste del monte Ladino, camminando sulle spartiacque tra la ValleTrompia e la Vallesabbia, toccando le due cime significative di Lumezzane; il Corno del Sonclino e la Cima Prealba nostra meta principale.

Ecco che il gruppo ha preso il cammino, inizialmente la strada da prima asfaltata e poi cementata , le baite sono a ridosso del paese, che piano abbandoniamo per portarci in cresta. Nei vari gruppi le chiacchiere dei ragazzi si fanno sempre più intense, ma ecco che poi il sentiero ci costringe a proseguire in fila indiana. Il panorama è ampio, ancor più bello ora che si comincia a salire e sudare, le prime richieste di”QUANTO C’E ALLA CIMA” è segno che ci stiamo guadagnando la meta. In località Storto, troviamo una pozza, all’ombra di un faggio secolare, al bordo della pozza un numero incontrollabile di girini in movimento, forse una strategia per spaventare i loro predatori, e qualche pesciolino rosso i quali hanno innescato una lotta con la sopravvivenza in acqua stagnante.In breve siamo alla malga Artecle, nel prato sottostante possiamo ammirare dei imponenti faggi, qui facciamo una breve sosta, prima di intraprendere la salita che ci porterà al cima del Sonclino (1352 m.). Da lassù lo sguardo spazia a 360°, nelle giornate limpide è possibile vedere le Prealpi bresciane e bergamasche gli Appennini e in lontananza anche il Monte Rosa , ma oggi non siamo proprio così fortunati. Ma non lamentiamoci riusciamo a vedere il lago di Garda, di fronte a noi il Guglielmo dove si erge il Redentore sagoma inconfondibile, oltre ancora la Presolana mentre a occidente la foschia non ci lascia intravedere il guppo del Rosa. Sotto la Croce c è il “la Punta dei Quattro Comuni” dove convergono i confini di Lumezzane , Casto, Marcheno e Sarezzo, evidente la strada che dal Vallazzo scende a Alone. Da qui abbandoniamo il sentiero Cai 368 e proseguiamo sul 3V che ci porta lungo il profilo del Monte Ladino fino ad arrivare al Roccolo delle Passate Brutte , imbocchiamo il sentiero che si abbassa dolcemente traversando le pendici del Dossone di Facqua e arrivando sul tornante che sale dalla Cascina Sea (1069m.) I ragazzi sono molto curiosi di conoscere le vallate e i vari paesini sparsi qua e la Mura, Casto , Pertica Lodrino insomma dall’alto una cartolina. Le giornate di sole hanno favorite lo sbocciare di parecchi fiori, dall’orchidea maschia, all’aquilegia al garofano dei certosini alla poligala e tanti altri fiori . Interessante sapere il nome dei fiori e degli alberi così come le particolarità dell’ambiente , le poche malghe rimaste, i roccoli sparsi sui dossi del monte. Arriva l’ora del pranzo, si decide di fermarsi alla Brocca da Ivan, dove non è solo la Passatina degli uccelli ma è punto di passaggio di molti escursionisti.

Ora ci aspetta l’ultima salita, quella del Prealba, dove ancora una volta possiamo godere di un suggestivo panorama verso la Vallesabbia. La discesa, comporta un po’ di attenzione, attraversiamo una faggeta arrivando ai piedi dell’eremo di S. Vigilio, non ci si ferma molto, dobbiamo raggiungere l’altro gruppo, ai Piani di Lò. E da lì poi scendere fino ad arrivare alla forra che ci porterà all’ingresso delle fucine di Casto, Ed è proprio qui che veniamo colti i dal temporale che ci costringe a rientrare in anticipo, ma soddisfatti anche con giacca e ombrelli.E stata una giornata all’insegna della natura, abbiamo trascorso il tempo percorrendo un itinerario sulla sommità della montagna tra Valtrompia e Vallesabbia. Siamo abituati a veder questi rilievi dal fondo valle, talvolta, bastano pochi passi per vedere i nostri ragazzi stupirsi davanti a un panorama ampio e bello.

Ciao e alla prossima gita Patrizia ASAG

25 aprile 2018

Traversata Vestone-Degagna

Alpinismo Giovanile, gruppo BASE

Ritrovo comune dei 2 gruppi a Vestone ore 7,15, con partenza rinviata di pochi minuti per la distribuzione delle favolose nuove magliette A.G.

Alle 7,45 dopo l’appello i 2 gruppi partono insieme, ma i loro sentieri si dividono : gruppo Base seguirà sentiero n.466 e gruppo Avanzato il n.466 bis.

Fortunatamente le condizioni meteo ottimali dei giorni precedenti hanno permesso al terreno di “asciugarsi” un poco e quindi non ha creato problemi di percorribilità, infatti in circa 2 ore vengono raggiunte le antenne del monte Colmo. Il percorso ora diviene meno impegnativo rispetto al tratto iniziale, mantiene graduali sali-scendi che i nostri ragazzi affrontano serenamente ; il contorno che ci avvolge è quello di un esplosione della natura e questo ci dona tanta energia. Dopo le abbondanti precipitazioni infatti, seguite da una settimana di sole, la vegetazione si è rifatta con gli interessi.

Son circa le 12,30 quando si raggiunge il passo del Gioiello quota mt 1030 e finalmente i nostri ragazzi si possono godersi la pausa pranzo.

Prima che il gruppo Avanzato attacchi la via verso la cima del monte Besume, 2 ragazzi , Samuel e Gianluca rendono ancora più interessante la nostra gita con cenni storici, spiegando la vita di quel soldato a cui è stata dedicata la scultura in legno posta al passo. Tutti i nostri ragazzi sono seduti e silenziosi ascoltando attentamente il loro racconto.

Sono le ore 13,30 , foto di gruppo, zaino in spalla , e si prende la discesa che ci dirige al passo del Cul e poi, scendendo ancora non possiamo non fare una breve sosta presso la solitaria panchina che ci regala un punto molto panoramico verso il grazioso paesino di Carvanno. Foto di gruppo.

Alle ore 15,00 raggiungiamo il paese e nel sul piazzale decidiamo di attivare il gruppo con il cerchio fantasioso delle presentazioni personali.

Alle 16,00 raggiungiamo il gruppo dell’ Avanzato presso un ampio campo verde ed una chiesetta dove già si sta consumando il divertimento : qualcuno si unirà al gioco, qualcun altro si farà uno spuntino e chi una pennichella.

Il ritrovo con i genitori al Bar a S.Martino è alle ore 17,00 ed i nostri ragazzi felici festeggiano anche stavolta con un bel gelato.

Alla prossima!!

2 aprile 2018

Inizio col “botto” dell’Alpinismo Giovanile del CAI Vestone

Pasquetta 2018 ore 7,30 piazzale della birreria: presenti 72 ragazzi degli 79 iscritti all’AG (7 giustificati: febbre improvvisa o Cresima imminente) e 17 accompagnatori, totale 89 partecipanti che riempiono un autobus da 84 posti + un paio di automobili.

Destinazione: San Pietro in Lamosa per il gruppo Avanzato e Clusone per il Base.

I più grandi attraverseranno le Torbiere e si imbarcheranno a Iseo, mentre i più piccoli e i nuovi iscritti prenderanno il battello a Clusone. Destinazione per tutti: Montisola e il santuario della Madonna della Ceriola.

Scegliere il lago d’Iseo per un’escursione a Pasquetta pare un’azzardo vista la folla che assalirà l’isola, ma la prima uscita della stagione deve essere un’occasione di festa senza troppa fatica per riassaporare il piacere dello stare assieme in un gruppo che si rinsalda dopo un’inverno avaro di attività.

Quattro nuovi Accompagnatori Sezionali hanno ben guidato i due gruppi ben supportati da tanti volontari della sezione CAI. La ricognizione dei giorni precedenti la gita ha verificato il percorso e i tempi e, cosa fondamentale, ci ha consentito di prenotare i posti in battello permettendoci di evitare bellamente la coda infinita sotto il sole alla biglietteria.

Il gruppo Base da Peschiera, è salito senza fretta alla Ceriola dove ha fatto il pranzo al sacco e goduto della vista sul lago e le montagne che circondano il Sebino. Dopo esseri rifocillati i ragazzi poi sono scesi sul versante opposto dell’isola per poi rientrare al punto di partenza.

Per il gruppo Avanzato invece l’itinerario più lungo li ha portati a percorrere il sentiero delle Lame che attraversa la riserva delle Torbiere e si è imbarcato a Iseo per giungere anch’esso a Peschiera dove ha pranzato in fretta per poi salire anch’esso al Santuario. Segue una veloce discesa a picco all’imbarcadero per rientrare a Sulzano dove dove i due gruppi si sono ricongiunti e hanno festeggiato con uno smoderato gelato.

Il rientro a Vestone ci ha costretto nell’imbuto della code del controesodo obbligandoci a giungere a Vestone con un’oretta di ritardo sulla tabella di marcia.

Montisola è stata la “prima” per quest’anno, a partire dalla “seconda”, la montagna, i sentieri, il bosco, la tranquillità, torneranno protagonisti

I due gruppi ora sono ben strutturati, il gruppo Base è composto dai nuovi iscritti e dai nostri

ragazzi più giovani, il gruppo Avanzato raccoglie i più esperti, capaci e sicuri in grado di affrontare anche itinerari di un certo impegno.

Abbiamo ridotto a otto le uscite di quest’anno, siamo partiti da Montisola e le “chicche” di quest’anno saranno: la “due giorni in val Formazza”, ospiti in due rifugi dell’associazione Mato Grosso, il “sentiero dei Fiori” per ricordare l’anniversario della Grande Guerra e, per finire, la novità del “rafting” in Val di Sole. Non ci faremo mancare la speleologia e l’arrampicata.

Ridotte le escursioni, programmeremo incontri di formazione su: orientamento, tecnica alpinistica e nodi, neve e ambiente invernale, gestione dell’emergenza, conoscenza dell’ambiente alpino…

L’attività dell’Alpinismo Giovanile si fonda su quello che è il “Progetto Educativo” del CAI, nostra traccia, che recita: - l’Alpinismo Giovanile deve avere quale obiettivo l’educazione alla conoscenza e alla corretta frequentazione della montagna attraverso il gioco, la scoperta, l’avventura, la conoscenza, il rispetto, la solidarietà e l’emozione-.

Alla prossima, Raffaele