Club Alpino Italiano

SOTTOSEZIONE DI VESTONE (BRESCIA)

ALPINISMO GIOVANILE 2019

Progetto Educativo d’Alpinismo Giovanile

Raffaele Vezzola - 331 3253784

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4 e 5 Agosto due uscite “tecniche” per l’Alpinismo Giovanile del CAI Vestone

Per il gruppo Base la Stretta della Luina al Parco delle fucine di Casto.

Ritrovo al parcheggio puntuali per le ore 8 e si procede alla vestizione delle attrezzature che garantiranno sicurezza nel percorrere la via attrezzata. Per molti ragazzi è un battesimo: imbrago, set da ferrata, caschetto, tanta adrenalina e, un poco di preoccupazione.

Trovare imbraghi così piccoli è stata un’impresa ma, per fortuna, la nostra palestra ci è venuta in soccorso.

Davanti a noi nessuno e questo ci permette di gestire al meglio la progressione, assecondando il ritmo dei più lenti.Silenzio pesante all’inizio fino a che, prese le misure, qualche voce timida fa capolino, per man mano crescere di tono e infine terminare la nostra impresa al suono di un coro, un poco sguaiato che, rimbombando tra le pareti ci accompagna fino allo sbucare sani e salvi sul sentiero al termine della forra.

Nessuna incertezza, da parte dei ragazzi e la grande perizia da parte degli accompagnatori hanno permesso ai nostri giovani di superare anche questo scoglio sulla strada per crescere in nel loro andare in Montagna.

Canyoning al Büs da Mort al del Palvico

Questa era l’uscita “Strana” del 2019 per i ragazzi più grandi, l’attività: canyon o torrentismo che dir si voglia.

La conoscenza della montagna e il suo praticarla ha molte sfaccettature, montagna non è solo la sua superficie: sentieri, arrampicata o ghiacciaio, non è solo il suo sottosuolo: speleologia e grotte che già abbiamo sperimentato, ma è anche percorrere quello vie sulle quali non puoi camminare…

L’anno scorso sulle acqua bianche del Noce, quest’anno la gola del Palvico a Storo.

Per forza di cose due gruppi, uno il mattino e l’altro il pomeriggio, accompagnati da due guide alpine specializzate in canyoning.

Il primo ostacolo impegnativo è stato la vestizione della muta, una seconda pelle come aderenza, spessa circa 5 millimetri che ti fascia, stringe, blocca, stritola e soffoca mentre sali con il pulmino per l’avvicinamento all’attacco della discesa…

Ma poi, finalmente in acqua tutto muta, smetti di sudare e scopri quanto sia bello galleggiare in un gelido torrente, saltare nelle pozze, scivolare nei toboga, essere calati in buie marmitte, andare a fondo, risalire e urlare, urlare di gioia.

Erano già alcuni anni che non tornavo al Büs del Mort e non me lo ricordavo così lungo, bello e godurioso.

A un certo punto uno dei ragazzi si è avvicinato e mi ha gridato: -ma, Raffaele, cosa aspettavi a portaci qui?-

Giovani alpinisti sono diventati grandi

Settimana di fuoco quella trascorsa per i ragazzi dell’Alpinismo Giovanile del CAI Vestone.

Otto giorni iniziati domenica con una due giorni alle Tre Cime di Lavaredo. Autobus da 84 posti con 83 partecipanti. Arrivati a Dobbiaco, non avendo trovato posto per dormire nei rifugi in quota, sbarcano i ragazzi del gruppo Avanzato che dormiranno presso l’ex Grand Hotel oggi Centro Culturale. In programma per loro e i loro accompagnatori, nel pomeriggio una “sgambata” per sciogliere i muscoli che, al fin del correre diventa una salita di 900 metri di dislivello su circa 18 km di sentiero. Non tutto il male viene per nuocere, la fatica induce al riposo, fatto sta che dopo una lauta cena, per le ore dieci, più nessuna voce si ode nelle camere.

Sveglia alle 6, colazione alle 6,30 per essere veloci all’imbocco del sentiero n°103 che porta dopo altri 900 metri al rifugio Comici dove, beati loro, hanno dormito i ragazzi del gruppo Base. Via ora sulle tracce dei più giovani sul sentiero 101 che ci porta con altri 500 metri di dislivello, al rifugio Locatelli. L’ultima erta provoca qualche mugugno ma giunti al colle, le voci tacciono di fronte alla maestosità delle Tre Mammelle (die Drei Zinnen) così come vengono chiamate da queste parti.

I compagni del Base già veleggiano lontani sul sentiero 102 in discesa che riporta all’autobus, via allora, spuntino veloce incalzati da un venticello gelido che induce il rientro.

Questa volta i ragazzi più giovani hanno chiuso per primi il giro bagnando il naso ai più grandi.

Grande uscita, in un ambiente fantastico degno della sua fama, bravi tutti, i piccoli e i grandi.

Mercoledì e giovedì riecco i dieci ragazzi più capaci che, accompagnati dagli istruttori della scuola di alpinismo di Brescia tentano la salita della cima dell’Adamello percorrendo la via Terzulli.

Un’altra levataccia per evitare la coda in tangenziale e via verso la val Camonica e il Put del Guat dove lasciamo le auto. Ci aspettano ora le famigerate Scale del Miller che baldanzosi, a dispetto degli zaini pesanti, percorriamo in poco meno di due ore fino a raggiungere il rifugio Gnutti che ci accoglierà per la notte.

Bando agli indugi, controllati da Claudia e Anna, inizia la verifica per l’attività di domani: conserva corta, lunga, cordino da ghiacciaio, barcaiolo, mezzo barcaiolo, bulino, machard, prussik e via di seguito per poi chiudere su due vie di quinto grado attrezzate da Billy.

Tanto entusiasmo e voglia di imparare riempiono il pomeriggio, rimane il tempo per preparare le brande, cenare e veloci a letto che domani la sveglia è alle quattro.

Alle quattro e mezza alla luce dei frontali siamo già in cammino verso la morena, poche stelle in cielo ma, abbiamo speranza che il tempo migliori. Al termine della “sassonia” ampie macchie di neve ci costringono a sfoderare le picozze e a calzare i ramponi. Poco dopo le 7 siamo all’attacco della via Terzulli, Casco ben allacciato, imbrago in vita, filiamo le corde e iniziamo a legarci. L’attenzione e la tensione ci impediscono di sentire i primi tuoni che risalgono la valle ma, è difficile non accorgerci che da qualche minuto stanno piovendo gocce di ghiaccio…

Uno sguardo con Claudia e do l’ordine di slegarci, riporre l’attrezzatura, coprire gli zaini e tornare verso valle. Con i tuoni arrivano anche alcuni fulmini che approvano la decisione presa, saette che cadono sulle catene della via attrezzata sarebbero state poco piacevoli. Man mano scendiamo su neve marcia, la nebbia ci avvolge e la pioggia ci inzuppa, il Pantano del Miller afferma il suo nome, i sentieri sono ruscelli e l’acqua nelle pozze arriva alle caviglie… Giunti al rifugio fradici, decidiamo di berci una tazza di te bollente e, senza indugiare scendere verso il Put del Guat dove nelle auto troveremo abiti asciutti. La pioggia ci risparmia nell’ultima ora di discesa e un pallido sole fa capolino sbeffeggiandoci.

Girando lo sguardo, ci salutano le rocce sulle quali poco prima salivamo, bianche di neve fresca.

Giornata storta? Due giorni buttati?

Sono certo di no. Lezione impartita invece, imparata facendo, monito a dirci che la montagna non scherza e accettare di tornare indietro è indice di maturità e Buon Alpinismo.

A conclusione di tutto ciò, la sincera domanda fatta da Caterina: - ma noi, avremmo dovuto salire da lì?- La risposta è: - avremmo sicuramente potuto salire lì, solo il cattivo tempo ce l’ha impedito-.

Allora, per festeggiare, pizzata in compagnia a Edolo prima di ritornare a casa.

Ma, non è finita, i nostri due maggiorenni, Luca G e Luca M sabato e domenica saranno con il corso di alpinismo di nuovo in Adamello, dormiranno alle Lobbie e tenteranno la salita del Cresta Croce o del Crozzon di Lares e, se tutto andrà bene come spero, raggiungeranno un dislivello totale di più di 5000 metri in una settimana.

Come negare che i nostri giovani alpinisti siano diventati Grandi, ogni uno per le proprie capacità?

Noi del CAI Vestone siamo orgogliosi dei nostri ragazzi e il loro agire conferma la riuscita del progetto di preparare sempre meglio il loro andare in Montagna coniugando piacere e sicurezza.

Alla prossima e, Buona Montagna
Raffaele accompagnatore di Alpinismo Giovanile

16 giugno

Monte Guglielmo da Cimmo per il gruppo Avanzato dell’AG del CAI Vestone

Il monte Guglelmo, la montagna dei Bresciani, una classica salita per molti visto le tante persone che si incontrano. Partiamo da Cimmo, una ridente frazioncina sopra l'abitato di Tavernole. Mentre ci prepariamo una signora del paese ci fornisce le indicazioni per imboccare il sentiero, dopotutto le voci dei ragazzi ha destato il paesino in una tranquilla mattina di domenica. Davanti a tutti, i nostri ragazzi che hanno fatto l'uscita di ricognizione.

La partenza si presenta fin da subito ripida tra vecchio ciottolato e tratti con fondo cementato, fino ad arrivare alla forcella di Pezzoro. Si comincia a capire che si fa sul serio, tra un sorso d'acqua, la prima sudata superiamo il roccolo Presanella. Guadagniamo quota, il panorama si apre, sulla Valtrompia, nel frattempo arriviamo al dosso Sabbioni, da dove si prosegue verso le malghe Stalletti bassi, che faremo una breve sosta, per poi continuare verso gli Stalletti Alti. Gli spazi si aprono agli occhi dei ragazzi, tante cime davanti a noi, il fondo valle che pare così lontano, e la pianura avvolta da quella cappa di umidità la fa da coperchio.

Ancora poco poi avremmo raggiunto la nostra meta, testa bassa e continuiamo a salire verso il Redentore del Monte Guglielmo. Ci mescoliamo alla tanta gente che è arrivata da ogni parte, a piedi, in bici, a cavallo, si ha la sensazione di rivivere quelle stagioni dei nostri nonni che salivano sui Monti per fare il pic nic, della domenica. Dall'alto possiamo godere del panorama sul lago d'Iseo, le valli sottostanti con le cime che si elevano facendo bella mostra di se. Ma ciò che i ragazzi vogliono godere, dopo ore di salita è quel panino tanto atteso e tanto saporito.

Poi il ritorno,seguendo il sentiero per gli Stalletti Alti, scendendo lungo il sentiero così detto Traversi, fino ad arrivare alla Malga Pontogna, e poi al ridente paesino di Cimmo. Ad aspettarci il pullman, che con un paio di squilli di clacson richiama i ragazzi, mentre si rinfrescano alla fontana che si trova, prima dell'ingresso del paese. La giornata sta per concludersi, le lunghe ore di cammino sono passate, si può ritornare a casa raccontando di essere stati sul Gölem, la montagna dei Bresciani per eccellenza. Alla prossima…

Patrizia ASAG del CAI Vestone


Il gruppo Base a Santa Maria del Giogo e al Monte Rodondone

La meta di oggi è il monte Rodondone, una bella cimetta sita a cavallo tra la Val Camonica e la Val Trompia, la sua altitudine è di 1143m slm.

Ritrovo quindi alle 7.30 al solito posto e partenza per la località Zoadello, sita poco fuori Polaveno sulla strada che porta sul lago di Iseo. Scesi dal pullman imbocchiamo subito il sentiero 3V con segnavia bianco e azzurro che, attraverso un bosco, ci fa guadagnare rapidamente quota fino a raggiungere il luogo ideale per la prima sosta, una piazzola ombreggiata da un carpino secolare.

Procediamo quindi su ampio e comodo sentiero che con un leggero saliscendi ci porta fino a Santa Maria del Giogo; piccola sosta e si continua fino ad affrontare la penultima fatica di Ercole, ossia l’ascesa verso la nostra cima.

La seconda parte di questa salita è caratterizzata da una fantastica visuale su Montisola, sul lago di Iseo, sulla pianura Padana e su parecchie montagne tra le quali possiamo sorgere il gruppo della Presolana, la punta Almana e il Guglielmo, meta del gruppo avanzato. Giunti sulla vetta ci stringiamo nella poca ombra per consumare il nostro pasto frugale; giù quindi fino a Santa Maria del Giogo per il meritato riposo

Effettuiamo il ritorno su ampie mulattiere fino a raggiungere il bivio che ci fa imboccare parte del sentiero dell’andata. Arriviamo al pullman con un leggero anticipo rispetto al previsto e con un infinità di quesiti rimasti senza risposta tra cui spicca la domanda: Quanto manca? Inutile dire che la giornata e la compagnia sono state fantastiche, anche se il caldo ha messo a dura prova i nostri ragazzi. Ci sarà sicuramente più fresco alla prossima uscita!

Lucio, ASAG del CAI Vestone


I ragazzi dell’Alpinismo Giovanile del CAI Vestone, incuranti della pioggia, alla loro seconda uscita verso la Corna Zeno

Gruppo Base

Puntuali al ritrovo presso Vestone ore 7.30 ci siamo contati e organizzati con i mezzi per dirigerci a Lavenone da dove partiremo percorrendo la Val Canale.

Il tempo perturbato, come era previsto da giorni, ha mantenuto la promessa, ma siam partiti comunque convinti e affiatati in 18 (9 accompagnatori e 9 ragazzi).

La salita è ripida, a tratti concede brevi tregue e in un paio d'ore giungiamo al fienile Remà, sono le 10:00 e ci concediamo una pausa meritata in un riparo di "fortuna" al riparo tra nuvolosità e pioggerella.

Intorno alle ore 10:30 prima che il venticello fresco fresco ci penetri in corpo ci organizziamo e ripartiamo.

Passiamo attraverso il bosco rigoglioso, con una vegetazione esplosiva grata a tanta pioggia; osserviamo molte specie di fiori durante il nostro tragitto: acquilegie, margheritine, viole, alcune genziane, i fiori delle future fragoline di bosco e qua e là… mughetti e tanto altro.

Arriviamo al passo Cocca Bassa dove tira un ventone pazzesco: non ci incantiamo troppo e procediamo lungo il sentiero che ci porta a scoprire ad un tratto la carcassa di un ungulato, motivo d' interesse e libere fantasie dei nostri ragazzi.

La meta prossima è malga Marmentere, tocca il punto più alto del nostro giro (1019 mt ). Breve transito/pausa e poi inizia la discesa.

L'affiatamento di questi ragazzi è sorprendente ed è bello sentire i loro discorsi e ragionamenti riguardanti la natura, i sentieri, le scienze, le "carcasse" di animali, le loro teorie… Complimenti.

Tirando le somme, che dire se non che oggi è stata una 2^ uscita molto produttiva rispetto alle aspettavive iniziali. ( condizioni meteo ). Bel giro ad anello in un ambiente selvaggio della nostra Valle sabbia. Arrivederci alla prossima uscita.
Marzia


Due parole ora riguardo agli impavidi ragazzi più grandi del gruppo Avanzato. Partenza senza troppo discutere con nelle orecchie ancora le parole del nostro Reggente Beppe: -la Montagna è sempre bella anche con la pioggia-.

Il giro che li aspetta è lungo e ambizioso ma l’entusiasmo è contagioso e solo la bufera sul passo della Spina li costringe a limare l’itinerario accorciandolo rientrando da Casina Vecia invece che raggiungere la Berga per poi scendere a Vaiale.

Tirate le somme, l’impresa è di tutto rispetto: 17/18 km com 1300 metri di dislivello con l’acqua gelida che rivola tra il collo e lo zaino è “tanta roba”

Bravi ragazzi… TUTTI.
Raffaele


22/04/2019 Pasquetta.

1^ uscita ufficiale dell' A.G.di Vestone.

Dopo esserci ritrovati a Renzano siam partiti verso le ore 8.25 verso il 1° santuario Madonna del Rio. Lì abbiamo fatto le presentazioni in una modalità 'simpatica' di ognuno di noi, x poterci conoscere e x accogliere i ragazzi new entry. Prima di partire x il sentiero n.16, abbiamo visitato la ' grotta' con cascatella caratteristica, sede di apparizione della Madonna; è stata letta da A. Lisa la leggenda che ci ha fatto fantasticare in un un atmosfera mistica.

Abbiamo imboccato il segnavia 16 che irto ci ha portato a oltrepassare le case Milord e Milordino e in breve raggiunggiunta località Bagnolo con 2^ santuario (del buon consiglio).

Dopo una breve pausa🥓🍪 ..abbiamo transitato all' agriturismo Bagnolo e oltrepassandolo diretti al passo della Stacca dove era impossibile non fermarsi x un altra pausa...🥐... di fronte al bel panorama che si presentava a noi. ( ore 11). Riprendiamo la camminata che entro il mezzogiorno si fermerà al 3^ santuario, s. Bartolomeo. ⛪🌳. Vien letta da Gaia una breve descrizione della chiesa.

Finalmente la vera e propria pausa pranzo, dove ognuno si trova la nicchia preferita, sotto un pino, 🌲🌳oppure in mezzo al prato fiorito.🌼🌼🌼. Il tempo è dalla nostra parte🌤.

Per digerire meglio si fa la gara di "vestizione" e chi vestirà con più indumenti, cappellini, magliette, giacche ecc..un coraggioso volontario...vincerà.🙈.

Sono circa le 13.30 e decidiamo di ripartire. Seguiamo il sentiero che ci porta ad un bivio, noi seguiamo x belvedere Isabella: da lì una freccia indica la 'Croce' , la seguiamo, dopo circa 7-8 minuti raggiungiamo una location super panoramicissima sul golfo di Salò. Foto di gruppo.

La discesa è ripida, come lo è stata la salita iniziale, ma senza problemi raggiungiamo la postazione de " la corna. Per motivi di sicurezza, si visiona la panoramica in piccoli gruppi.

Scendiamo dal sentiero nel bosco con il lago di Garda alla nostra sinistra che ci accompagna fino alla strada asfaltata. Sono le ore 15.15 e raggiungiamo il parcheggio di partenza.

Un bel giro, panoramico e suggestivo e non troppo impegnativo ci ha regalato un escursione all' insegna della semplicità, compagnia/ condivisione e gioco. Alla prossima😃
Marzia